SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA
Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo alle Terme
Mostra: “I Regni immaginari. Dentro la favola “I cigni selvatici” di H.C. Andersen. Le opere di S.M. la Regina di Danimarca Margrethe II”
Fino al 9 settembre 2012
Roma, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo
Largo di Villa Peretti 1 - Roma
Orari dalle 9 alle 19.45.
La biglietteria chiude un'ora prima. Il museo è chiuso il lunedì, il 1° gennaio e il 25 dicembre.
Il biglietto consente l’accesso a tutte le sedi del Museo Nazionale Romano ed è valido per 3 giorni
Ingresso Intero € 10, ridotto € 6,50
domenica mattina ore 10.00 visita guidata gratuita
“Essere superindividuale ed esercitare sugli uomini un potere possessivo che riempie l’anima d’immagini: ecco la condizione indispensabile per essere oggetto della mitologia. Quelle immagini costituiscono materia di mitologia, come i suoni sono la materia della musica. Una “materia”, come quella di cui, per dirla con Shakespeare, sono fatte le immagini dei nostri sogni, una materia assolutamente umana che si presenta al suo modellatore, al narratore di miti, come qualche cosa di obiettivo che scaturisce da una sorgente superindividuale.” (K. Kerényi)
Dal 14 aprile al 9 settembre 2012 sono in mostra a Palazzo Massimo 43 tavole realizzate con la tecnica del découpage dalla regina Margrethe II di Danimarca, come scenografie per il film della fiaba di Andersen I Cigni Selvatici, insieme ai costumi disegnati dalla regina per gli attori. È parte integrante della mostra la proiezione del lungometraggio, diretto da Jacob Jørgensen. In un apposito spazio i visitatori potranno sperimentare in prima persona la tecnica con cui i quadri sono stati proiettati come ambientazioni nel film.
La dimensione teatrale e fantastica domina nell’arte di età imperiale esposta al Museo Nazionale Romano, nelle collezioni di scultura ideale e nel gusto illusionistico degli affreschi, ispirati proprio all’antica arte della scenografia. Entro tale cornice, la mostra I regni immaginari rappresenta un’ulteriore occasione per apprezzare i frutti di un esercizio consapevole della facoltà immaginativa e riflettere sul mito come prima forma intuitiva d’inquadramento della realtà. Nell’insieme, risalta la continuità di un viaggio nei regni dell’inconscio, attraverso la vitalità delle immagini mitiche riaffioranti nelle espressioni artistiche di ogni epoca.
La regina Margrethe II di Danimarca, dedita da molti anni alla pittura, commenta così la propria esperienza come illustratrice di fiabe:
“Leggendo le fiabe affiora un’immagine dopo l’altra, e questo mi ha sempre attratta: più sono le immagini che si ottengono da una fiaba o da una storia, maggiore è l’interesse che la narrazione desta in me. È per questo che in diverse occasioni ho lavorato con Hans Christian Andersen e i suoi racconti.”
“Quando comincio un découpage tiro fuori il materiale che credo possa essermi utile e comincio a posare i singoli ritagli sulla lastra…. Comincio a incollare solo quando sono quasi sicura della collocazione di ogni singola parte. Questo aspetto sembra più sistematico di quanto sia in realtà, perché nel “fervore della battaglia” cambio spesso idea… Come una furia cerco un’immagine che mi sembra di aver visto qualche giorno prima: dove è andata a finire?”
“Ritagliando diverse immagini ci si avvicina molto alle cose, si impara a conoscerle. È singolare, ma si raggiunge con esse persino un rapporto confidenziale. Seguendo la figura con le forbici si raggiunge una comprensione della forma.”
“È divertente, interessante e splendido creare immagini dalle immagini - fare découpage.”
“Andersen non era solo uno scrittore, ma anche un artista figurativo, ed è singolare scoprire che alcuni degli scrittori che apprezzo di più hanno avuto una particolare predilezione per la pittura o il disegno.”
“Tutto il lavoro intorno I cigni selvatici è stato una grande esperienza per me. Più cercavamo di penetrarvi a fondo, più la fiaba si rivelava ricca. Le immagini che contiene, e che mi avevano affascinata già da bambina, si dispiegavano in tutta la loro varietà e rafforzavano la mia ammirazione e il mio amore per l’arte di Hans Christian Andersen. Perciò spero che gli stessi découpage eseguiti per il film possano dare alla fiaba di Andersen I cigni selvatici una nuova vita presso il pubblico dei lettori.”
La fiaba, oggetto di riflessione da parte della regina danese, è una storia d’iniziazione: la poetica immagine della migrazione di uno stormo di cigni rappresenta il viaggio di dodici fratelli dalla terra dell’infanzia al mondo della vita adulta. Il messaggio di Andersen, sviluppato anche nella fiaba La regina delle nevi (soggetto di un’altra serie di opere di Margrethe II di Danimarca), è che il passaggio a una nuova fase evolutiva dello spirito si realizza attraverso le virtù cristiane: la fede, la speranza, l’amore come dono di sé. Rivelazione che trova consonanza nella profondità della natura, nel mistero della vita che si rinnova.
Quanto al giovane Andersen, determinante per la sua formazione fu il soggiorno a Roma tra il 1833 e il 1834. Questo periodo è documentato nella mostra da alcuni disegni dello scrittore, caratterizzati da una rappresentazione immediata della realtà e da un acuto spirito di osservazione, raffiguranti il Gianicolo, il Vaticano, l’area circostante Piazza Barberini, le ville dell’aristocrazia romana, la via Appia, il fiume Tevere, Testaccio, i dintorni di Santa Maria Maggiore e di Piazza Venezia.
“…Ero capace di stare disteso per ore con il volto rivolto alla finestra aperta a contemplare l’aria singolarmente azzurra che si respira in Italia, quel fantastico gioco di colori che inizia quando tramonta il sole, quando le nuvole si accendono di riflessi viola sul fondo giallo come l’oro. Tante volte mi ha preso il desiderio di spiccare il volo al di sopra del Quirinale, oltre i palazzi, fino ai grandi pini che spiccano come nere ombre cinesi sull’orizzonte di fuoco.” (Hans Christian Andersen, L’improvvisatore)
La mostra I Regni immaginari è nata da una collaborazione tra la Casa reale danese, JJ-Film, il Museo Hans Christian Andersen di Odense e il Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo.