Rigoletto - Teatro Coccia - Novara
Rigoletto - Teatro Coccia - Via f.lli Rosselli, 47 - Novara. Informazioni: Tel. 0321-620400.
Venerdì 11 marzo 2011 ore 20.30 - Domenica 13 marzo 2011 ore 16.00
Melodramma in tre atti - su libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
Maestro Concertatore e Direttore - Giuseppe Acquaviva
Regia, Scene e Costumi - Ivan Stefanutti
Maestro del Coro Gianmario Cavallaro
Movimenti Coreografici e Assistente alla Regia Cristina Molteni
Lighting Designer Jean Paul Carradori
Orchestra Filarmonica Italiana - Coro della Fondazione Teatro Coccia
Balletto di Milano
Coproduzione
Fondazione Teatro Coccia di Novara,
Azienda Teatro del Giglio di Lucca,
Fondazione Donizetti di Bergamo
e Ente Concerti Marialisa De Carolis di Sassari
TRAMA
Atto Primo. Ducato di Mantova, epoca rinascimentale. Durante una festa a corte, il Duca di Mantova, libertino incallito, non perde occasione per decantare le proprie conquiste a tutte le dame presenti. Al vederlo allontanarsi al braccio della Contessa Ceprano - nuova mira del suo corteggiamento - Rigoletto, buffone di corte sciancato e deforme, sbeffeggia il di lei marito conte di Ceprano. Rispondendo a tali sberleffi, il nobile Marullo asserisce che il buffone ha un amante, dando così adito in Ceprano a pensieri di vendetta. Sopraggiunge poi anche il Conte di Monterone con l’intenzione di chiedere ragione al Duca della seduzione di sua figlia. Rigoletto sbeffeggia anche costui guadagnandone così una maledizione, che lo incupisce preoccupandolo: egli, infatti, non ha amanti, come sostenuto dal Marullo, ma ha una figlia, che ama teneramente e che custodisce lontano dagli occhi di tutti, anche e soprattutto per proteggerla dal Duca libertino.
Scorta la sua preoccupazione, Sparafucile offre a Rigoletto i suoi servigi di sicario: come da piano di provata efficacia, sua sorella Maddalena adesca le vittime designate attirandole in casa, dove poi lui può eliminarle senza scampo e senza pericoli. L’offerta di Sparafucile viene però rifiutata da Rigoletto: se il sicario usa le armi per difendersi, il buffone ha un altro tipo di freccia al proprio arco, la lingua. Intanto raccomanda a Gilda sua figlia e alla di lei cameriera Giovanna, di non fidarsi di sconosciuti e di non lasciar entrare nessuno. Ma appena dopo averlo rassicurato e averlo visto allontanarsi, Giovanna permette l’ingresso a un giovane, da cui Gilda è già rimasta colpita vedendolo in Chiesa e che ora le si presenta come un povero studente innamorato di lei, mentre altri non è che il Duca di Mantova. Ma sopraggiunge qualcuno e il Duca è costretto ad allentarsi, ma il suo fascino ha definitivamente ammaliato Gilda, che spera di rivederlo. Chi sopraggiunge è appunto Marullo, insieme ai cortigiani, decisi tutti a giocare uno scherzo a Rigoletto rapendone quella che loro credono l’amante. Il buffone li scopre, ma essi lo ingannano facendogli credere di esser lì per rapire la moglie di Ceprano, che abita poco distante. Rigoletto pertanto si offre addirittura di aiutarli, lasciandosi bendare gli occhi con la scusa che tutti sono mascherati. Solo troppo s’avvede della verità e che la maledizione del Conte Monterone sta per avverarsi.
Atto secondo . In una sala del palazzo ducale. Il duca, in uno sprazzo di vero sentimento, è turbato perché, tornato di notte nella casa di Rigoletto, non ha più trovato Gilda. Medita perciò di vendicarsi, ma pensa soprattutto al dolore e al terrore di Gilda. Quando però entrano i cortigiani annunciando d’aver rapito l’amante di Rigoletto, egli capisce che Gilda è stata condotta nel suo palazzo, e dunque corre esultante a raggiungerla. Sopravviene Rigoletto: simula dapprima indifferenza scherzando, poi inveisce contro i cortigiani ed infine ne invoca la pietà. Viene però raggiunto da Gilda, che gli narra come abbia conosciuto il duca e come da lui sia stata ingannata e ora oltraggiata. Rigoletto cerca di confortarla ma, alla vista di Monterone che è condotto in carcere per aver accusato il duca d’aver sedotto anche sua figlia, decide di vendicare il vecchio conte e se stesso uccidendo il Duca, mentre Gilda invoca pietà per colui che le ha fatto del male, ma di cui lei è comunque ancora innamorata.
Atto terzo. In riva al Mincio, nottetempo, nella locanda di Sparafucile. Maddalena, civettando come al suo solito, ha ivi attirato il Duca, procurando sofferenza in Gilda, nel frattempo giunta col padre, che tuttora si sente legata all’uomo. Rigoletto assolda Sparafucile, perché uccida il corteggiatore di Maddalena e gliene consegni poi il cadavere chiuso in un sacco. Intanto, vedendo la figlia così sofferente, la esorta a partire per Verona per dimenticare. Anche Maddalena però s’è inaspettatamente innamorata del Duca e riesce a convincere il fratello ad uccidere, in sua vece, la prima persona di sesso maschile che entrerà nella loro locanda, per consegnare poi il cadavere a Rigoletto. Ma è proprio qui che il destino si compie nella maniera più tragica: Gilda, che tutti credono partita per Verona, in realtà è rimasta segretamente a Mantova per rivedere il Duca e, non vista, assiste alla conversazione tra Maddalena e Sparafucile, decidendo di sacrificare la propria vita per salvare quella del Duca. Così, in abiti maschili, bussa alla locanda e Sparafucile, senza ovviamente riconoscerla, la pugnala. Quando Rigoletto aprirà, fuori dell’osteria, il sacco consegnatogli da Sparafucile, troverà il corpo dell’agonizzante figlia e non potrà far altro che vederla spirare fra le proprie braccia: mentre il duca si allontana cantando la beffarda melodia di “La donna è mobile”, Gilda muore, dopo aver chiesto al disperato Rigoletto il perdono per sé e per il suo seduttore
NOTE DI REGIA
LA GRANDE CORNICE - appunti di regia di Ivan Stefanutti
Molto spesso una cornice sontuosa distrae dal contenuto di un quadro. Questo accade non soltanto dell’arte della pittura, ma anche nella società, sempre pronta e disponibile a farsi fuorviare dalla confezione.
Le pareti diventano invisibili ed il lusso di un’intelaiatura trionfalmente decorata esalta il contesto che la circonda e condizione la nostra opinione.
Ma se priviamo l’immagine di ornamenti, tutto ci appare nella sua cruda oggettività.
Come non sottolineare il malinteso su determinate cattive abitudini, che passano per normalità se avvengono in un’ambientazione che storicamente e socialmente pretende di giustificarle.
Questo è il racconto di un mondo dove ragazze vengono rapite da un organizzato Barbablù, che non uccide le sue vittime, ma le rovina per sempre.
Tutto è seppellito in un’ovattata e pericolosa reggia.
I suoi tirapiedi, la sua banda o più semplicemente la sua corte, formano un’organizzazione collaudata ed impunita, attenta che le urla non si sentano dalla strada.
Il fatto che turpitudini vengano consumate in un luogo di raffinato gusto estetico, non attenua la loro nefandezza.
Soprattutto non le confina in quella vistosa cornice.
Rigoletto si rende conto che le mura di un palazzo non sono invalicabili, perché, lui stesso, sa che esiste una sola regola, la quale stabilisce che tutto “è solo una questione di prezzo”.
Anche lui fa parte della corte. Non è un animo innocente in un corpo difettoso.
A volte sembra far buon viso a cattivo gioco, ma deve a guardarsi costantemente le spalle, perché la sua coscienza non è pulita. Ha partecipato anche lui alla “decorazione della grande cornice”. Ha visto e concorso a cosa succede a corte.
Dunque conosce i pericoli e le abitudini di un Duca ed una corte annoiati.
Arriva a “seppellire” la sua amata figlia in una casa/tomba pur di non esporla a quello che ben conosce. Le nega anche il suo nome per evitare che, involontariamente, lei possa rivelarlo.
Ma non avrà il controllo della situazione.
Non ha tenuto conto dei sogni di una ragazza che è cresciuta e non sarà mai più la sua bambina.
Chiuderla viva in un mausoleo o negare la sua evidente femminilità, non la proteggerà dal Duca e dalla corte. Le sue coetanee lo sanno, e lo sanno anche i loro padri.
Quando le rapite vengono restituite dalla grande cornice, il declino è iniziato. E sarà inesorabile.
Un vortice porterà ad una serie di alleanze sbagliate.
Tutto si deformerà in una notte agitata ed i demoni della natura non faranno più parte della decorazione.
Sarà la loro notte: una notte di crimini e abusi.
Reali.
Non ingentiliti da orpelli.
IVAN STEFANUTTI - Regista
La sua attività è molto intensa nell’opera lirica, dove spazia dal grande repertorio (Rigoletto, La traviata, Il trovatore, Aida, Nabucco di G. Verdi, Norma di V. Bellini, La Bohéme di G. Puccini, Andrea Chenier di U. Giordano, Lohengrin di R. Wagner, Adriana Lecouvreur di F. Cilea, L’elisir d’amore di G. Donizetti, Cavalleria Rusticana di P. Mascagni) ai titoli meno frequentati (La damnation de Faust di H. Berlioz, Manon di J. Massenet, Eugenio Onieghin di P.I. Tciakovski, La battaglia di Legnano di G. Verdi, Les contes d’Hoffmann di J. Offenbach, La fanciulla del west e Gianni Schicchi di G. Puccini Orfeo ed Euridice di C.W. Gluck, L’amico Fritz, I Rantzau, Lodoletta di P. Mascagni, Le convenienze ed inconvenienze teatrali di G. Donizetti, I quatro rusteghi di E. Wolf-Ferrari), all’opera contemporanea (Bach Haus di M. Dall’Ongaro, Lontano dagli occhi di L. Ferrero, Il gatto con gli stivali di M.Tutino).
Mette in scena sia spettacoli di matrice tradizionale come Andrea Chenièr per il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Regio di Torino, la Fenice di Venezia e l’A.B.A.O. di Bilbao, sia personali allestimenti come Aida in versione intergalattica apprezzata sia da spettatori giovanissimi sia da quelli più tradizionalisti.
Ha curato la regia, le scene ed i costumi per i maggiori teatri lirici italiani (Teatro G. Verdi di Trieste, Teatro dell’Opera di Roma, C.E.L.-Teatro di Livorno, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, Gran Teatro La Fenice, Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Treviso, Arena di Verona, Festival Pucciniano di Torre del Lago) e stranieri (Teatro dell’Opera di Montecarlo, Teatro Campoamor di Oviedo E, Teatro Municipale di Losanna CH, Anhaltisches Theater di Dessau D, WienerKammerOper di Vienna A, Opèra Comique di Parigi F, Festival Massenet di Saint-Etienne F, Kansai opera di Osaka Giappone, A.C.O. di Las Palmas de Gran Canaria, A.B.A.O. di Bilbao E, Teatro Nazionale di Belgrado).
Parallelamente si avvicina al teatro leggero, al musical ed all’operetta.
Lo vediamo a Trieste al Festival dell’Operetta con Il conte di Lussemburgo e La vedova allegra di F. Lehar, Rose-Marie di R. Friml e Stothart, al Teatro Massimo di Palermo con Orfeo all’inferno di J. Offenbach (presentato in una nuova edizione nel 2003 Trieste) ed al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia con il musical Candide di L. Bernstein (riallestito al Teatro Carlo Felice di Genova nel 2004).
Con G. Cannavacciuolo protagonista, nel 2000, è la volta di L’uomo è fumator…Stasera Milly , rievocazione affettuosa di vita e musiche della celebre soubrette.
Nell’estate 2001 mette in scena l’opera rock Metropolis con L. Ruocco e A. Angiolillo, L. Poli, F. Voghera. Nel 2003 Metropolis ha una nuova versione in due atti, ampliata e completata.
Segue la commedia-concerto Verdi al Tettuccio con Enrico Beruschi.
Nel 2003 è la volta di Melologo comico su testi di Stefano Benni al Teatro dell’Opera di Roma.
Nel 2004 mette in scena Signora in rosso con Gianfranco D’Angelo.
Alla fine del 2005 debutta con Histoire du soldat di I. Stravinsky con la Compagnia Fabula Saltica (tournèe invernale 2005-2006).
A febbraio 2006, la prima rappresentazione assoluta del nuovo musical In bocca al lupo!…e basta! scritto da A.&A. Fornari e Silver con nuove tecnologie che consentono ad attori virtuali (Lupo Alberto) di recitare assieme ad attori reali (il quartetto G).
Per il balletto ha curato l’allestimento di Petrouchka di I. Stravinsky, e La creazione del bue blu, con musiche di D. Milhaud al Teatro Regio di Torino entrambi con la coreografia di R. Castello e Il pranzo di C. Pedini e Pinocchio burattino senza fili di E. Bennato, I. Stefanutti, C. Ronda con le coreografie di C. Ronda per il Teatro Sociale di Rovigo (tournèe 2003, 2004, 2005 e 2006).
Per il cinema ha firmato le scene ed i costumi del film Maggio musicale di U. Gregoretti.
Nel Maggio 2004 dirige un attore d’eccezione, Placido Domingo ne Le donne di Puccini al Festival Puccini di Torre del Lago.
HIROFUMI YOSHIDA – Direttore d’orchestra
Nato nel 1968, ha studiato direzione d’orchestra con i maestri Yasuhiko Shiozawa, Jun’ichi Hirokami e Yujiro Tsuda al Tokyo College of Music, dove si è anche specializzato in pianoforte, contrabasso e musicologia.
Negli anni 1994 e 1995 ha studiato al Wiener Meister Kurse tenuto alla Hochschule fuer Musik a Vienna con i maestri Hans Graf e Julius Kalmar ottenendo il diploma finale.
Nel 1996 ha seguito il master dell’Accademia Musicale Chigiana a Siena con i maestri Myung-Whun Chung e Juri Temirkanov.
Nello stesso anno ha vinto il premio al XIX “Master Players International Conducting Competition” in Italia.
Dal 1994 al 1999 è stato assistente del direttore del Tokyo Nikikai Opera Theatre, dirigendo principalmente numerose produzioni d'opere di Mozart, “Die Zauberfloete”, “Le nozze di Figaro”, “Cosi fan tutte”, ecc.
Nel 2000 è stato inviato in Germania dal Ministero della cultura giapponese in qualità di ricercatore.
Ha studiato inoltre al Bayerishe Staats Oper a Monaco di Baviera, al Nationaltheater Mannheim nell'omonima città ed infine al Malmö Opera and Music Theatre a Malmo in Svezia. È qui che si è dedicato alle opere italiane “Aida”, “Turandot”, “Tosca”, ed altre.
Si è occupato infine di varie produzioni di opere come assistente del direttore del Nationaltheater Mannheim e del Bayerishe Staats Oper.
Nel 2001 si è candidato in finale all' East Asian regional round of “Maazel/Vilar Conductors Competition”.
Nel 2002 è stato premiato all’Opera-Shinjinshou (premio come miglior giovane talento promettente) nell’“Opera Division of the Gotoh Memorial Cultural Award”; tale riconoscimento gli ha offerto la possibilità di studiare a Roma.
Nel 2003 ha ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Musicale di Rohm, che lo ha riconosciuto come uno dei più promettenti talenti tra i direttori d’orchestra.
Nello stesso anno ha iniziato a studiare al Teatro dellOpera di Roma e ad altri teatri italiani.
Nel maggio 2005 ha debuttato a Roma, dirigendo l’ensemble composto dai membri del Teatro dell’Opera di Roma, con “Cavalleria Rusticana” e “Rigoletto”.
Finora ha diretto l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra del Teatro Verdi a Trieste, l’Orchestra Concerts Lamoureux a Parigi, la Cadaquès Festival Orchestra a Cadaquès, l’Adygeyan Republic National Symphony Orchestra in Russia, la Hong Kong Sinfonietta in HK, la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra, la Tokyo Symphony Orchestra a Tokio, la New Japan Philharmony Orchestra ed altri ensembles.
Nel 2003 è stato chiamato ad occupare la carica di direttore principale ospite presso la Adygeyan Republic National Symphony Orchestra in Russia.
Dal 2004 è il direttore musicale dell’Ichikawa Opera a Ichikawa in Giappone.
Nella stagione 2005 ha diretto la Rumania-Transylvania Orchestra, al Budapest Concert Orchestra (MAV). Sempre nello stesso anno ha diretto il Concerto di gala commemorativo della XIV Gotoh Memorial Cultural Foundation con la Tokyo Philhamonic Orchestra.
Nella stagione 2006 ha diretto “Il concerto della notte” (della stazione televisiva Nippon) con la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra. È dello stesso anno la prima esecuzione in Asia con l’Ichikawa Opera dell’opera “Edger. Inoltre ha diretto la Keio Wagner Society Orchestra alla Musikverein a Vienna, allo Smetana Hall di Praga.
In aprile ha diretto uno spettacolo al Teatro Verdi di Trieste in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.
Nella stagione 2007 ha diretto presso il Teatro Verdi di Trieste “La vida breve”, al Cluj-Napoca in Romania “Tosca”, al Cairo Opera House “Aida” e alle Terme di Caracalla alla stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma “Pagliacci”, come primo direttore d’orchestra giapponese.
Nella stagione 2008 ha eseguito “La Traviata” a Parigi, “Le Nozze di Figaro”, “The Tale of Genji” in Giappone, “Madama Butterfly” al Cairo e “Don Carlo” in Hong Kong.
Nella stagione 2009 ha diretto presso il Teatro Massimo di Palermo “Il concerto con Giovanni Allevi”, al Teatro Marrucino di Chieti “Turandot”, alla Persimon Hall di Tokio “Le Nozze di Figaro”, ha eseguito “L’elisir d’amore” con l’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli.
Nella stagione 2010 ha eseguito “La Traviata”, “Madama Butterfly” al Latvian National Opera, “La Serva Padrona”, “Stabat Mater” nella occasione del Festival Barocco “Pergolesi nacqui et la veritè fut connue, Viaggio nel barocco napoletano”.
Dal gennaio 2010 ha avuto la nomina di Direttore Musicale del Teatro Sociale di Mantova. È attualmente il direttore musicale all’Ichikawa Opera, professore associato del Toho College of Music e del corso di master nello stesso College.
Risiede attualmente in Italia.
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