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Le Italie di Giovanni Guareschi
A Cremona che Ride
Museo Civico di Cremona
DAl 14 Maggio - 31 luglio 2011
Informazioni: Telefono 0372-407269

 


L’Italia disegnata di Giovannino Guareschi 1946-1968: Una mostra nella mostra

Le Italie di Guareschi: una mostra nella mostra. Oltre sessanta disegni originali di Giovannino Guareschi provenienti dalle collezioni dell’Archivio del Club dei Ventitré di Giovannino Guareschi e della Fondazione Mondadori, sono raccolte insieme per la prima volta sotto lo stesso tema, rendendo la mostra di Cremona un vero e proprio evento.

Uno dei fili conduttori della scelta che i curatori hanno fatto all’interno dell’esposizione di “Cremona che ride”, che inaugura sabato 14 maggio in occasione de “La notte dei musei” è la rappresentazione dell’Italia turrita, protagonista di oltre duecento opere disegnate dai più importanti umoristi italiani e stranieri, da Delfico a Galantara, da Ridenti a Gorra, da Scalarini a Jacovitti, da Carlo Bisi ad Antonio Rubino: una galleria di artisti che raccontano un modo di fare satira ancora molto attuale. La mostra di Cremona è un vero e proprio evento in quanto racconta la storia d’Italia visto attraverso la sua allegoria turrita. L’Italia, dalla nascita dei giornali umoristici, dal 1848 in poi, diventa veramente la protagonista di queste vignette umoristiche, da bersaglio delle frecce francesi, a splendida figura sopra i carri allegorici di una nuova primavera italiana, fino alla fanciulla magra e senza identità dei fogli come “La rana”, in cui l’Italia cerca una propria identità attraverso un costume nazionale che tutti gli altri paesi rivendicano.  Se questo tema diventa il filo conduttore della mostra, la chiusura non poteva che essere il lavoro e l’opera di Giovannino Guareschi nel primo dopoguerra, con le vignette del “Candido” dopo due anni di lager in Germania, per aver detto no al fascismo e al nazismo.

 

Giovannino Guareschi disegna nel Dopoguerra oltre centocinquanta vignette satiriche con protagonista l’Italia turrita, prima bambina e poi prostituta al soldo dei vincitori, spesso vittima dei soprusi dei politici italiani. Un’Italia spesso magrolina, deperita, al contrario di una democrazia Cristiana che spesso assomiglia alle sue vedovone del periodo del “Bertoldo”, ovvero donne grasse, orrende, un po’ temibili, peggio dei maschi.

Con oltre cinquanta disegni originali, per la prima volta riuniti in mostra, in arrivo dall’Archivio dei Ventitré di Roncole Verdi e del Fondo Minardi della Regione Lombardia, conservati presso la Fondazione Mondadori, si è ricostruito il modo di lavorare di Giovannino Guareschi, la sua originalità, il suo modo di fare satira rispetto alla tradizione sulle pagine del “Candido”. I disegni originali sono splendidi. In mostra si potrà ammirare tutta l’arte di Guareschi, il cui lavoro è riduttivo definirlo solo satirico. La sua matita e la sua penna, per la capacità sintetica e umoristica, ha un suo valore artistico che la mostra cerca in tutti i modi di mettere in rilievo grazi al lavoro dei due curatori, Giorgio Casamatti, esperto della grafica di Guareschi, che ne ha messo in rilievo tecniche e forme legate alle avanguardie artistiche del Novecento, e Guido Conti, che ne ha scritto la biografia, inserendolo in un Novecento letterario tutto da riscrivere. Una mostra che chiude e riapre idealmente, verso i giorni nostri, il percorso di ricerca.

 

                                                                   
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