La Casa delle Parole - Bellaria (RN)
La Casa delle Parole
Museo La Casa Rossa
Via Pisino, 1 - Bellaria (RN)
Fino a domenica 11 settembre 2011
Ingresso libero
Informazioni: Ufficio Cultura Tel. 0541 343746
Mostra “La Casa delle Parole” dedicata al Dizionario Moderno di Alfredo Panzini
A cura di Marco Antonio Bazzocchi e Claudio Ballestracci
Il Dizionario è tutt’ora considerato dagli studiosi un’opera di eccezionale testimonianza della trasformazione della lingua italiana nei primi decenni del ‘900 ed uno specchio della vita e della società del paese. Sarà un percorso che si snoda nelle stanze della Casa Rossa e della pertinenza Finotti, dove il pubblico potrà seguire da vicino il formarsi del dizionario attraverso gli appunti preparatori di ogni parola in schede manoscritte dallo scrittore, una ricchissima raccolta di parole alla quale Panzini si dedicò con pazienza e tenacia fin quasi al giorno della morte, avvenuta il 10 aprile 1939.
Presso la pertinenza “Il Pensatoio”
Inaugurazione della Mostra “Giochi di Parole a 3 dimensioni”
La mostra Giochi di parole a 3 dimensioni affronta la tematica ludica all’interno di una cornice di assurdo creata dalla costruzione di oggetti-non oggetti che sottendono e celano giochi linguistici divertenti. Nel caso dei giochi con le parole la soddisfazione può esser dovuta ad un’invenzione linguistica, all’emozione di intuire o indovinare, alla sorpresa di una combinazione casuale, alla sfida dell’enigma, all’intelligenza dell’ironia... L’importante è giocare.
A cura di Gianni Zauli.
Apertura 11 giugno-30 agosto 2011.
Giorno di chiusura lunedì.
Organizzazione Centro Zaffiria in collaborazione con Assessorato Cultura e Turismo, Verdeblu.
Ingresso libero
Informazioni: Tel. 0541 343746
MUSEO LA CASA ROSSA DI ALFREDO PANZINI
Informazioni
La costruzione della Casa Rossa, così chiamata per via dell'intonaco esterno, risale al 1906, quando Afredo Panzini (1863-1939), incoraggiato dai proventi delle prime opere letterarie, decise di fabbricarsi un villino a Bellaria, dove da anni si recava in villeggiatura con la famiglia, ospite di contadini e pescatori.
La Casa Rossa non era soltanto la residenza delle vacanze estive della famiglia - che, in effetti, vi risiedeva anche in altri periodi dell'anno - , ma pure il laboratorio artistico dello scrittore e il presidio amministrativo delle sue proprietà terriere. In estate la Casa Rossa diventava l'epicentro della vita culturale del territorio grazie alle visite di importanti letterati ed artisti ed agli incontri organizzati dalla moglie Clelia Gabrielli, raffinata pittrice, di cui si possono ancora ammirare nelle stanze della casa alcuni dipinti. Fino all'autunno del 1938, l'anno che precedette la sua morte, Panzini trascorse alla Casa Rossa i periodi più lieti, ispirati e significativi della sua vita di uomo e di scrittore.
Questa casa, prima in affitto e poi acquistata, diventa per Panzini un luogo di rifugio ma anche un osservatorio privilegiato. Da qui egli segue le trasformazioni del mondo, da qui egli osserva, irridendoli, i nuovi riti della borghesia. Qui vengono scritte molte delle opere importanti, dal "Diario di guerra" al " Il padrone sono me!". Qui lo vengono a trovare gli amici romagnoli Marino Moretti, Antonio Baldini, Renato Serra e Alfredo Oriani. Questa casa, dopo anni di abbandono, dopo il rischio della distruzione, oggi ritorna al pubblico con i suoi colori originari, con i suoi muri e soffitti affrescati, con alcuni dei suoi mobili semplici ma pieni di grazia (la scrivania, la madia, il cassettone, l'armadio). Quello che si ripropone al pubblico non è un monumento come gli altri ma un luogo di meditazione, un luogo del pensiero e della scrittura, una casa che va visitata per capire chi era Alfredo Panzini, quali misteri si nascondono ancora dietro le lenti dei suoi occhiali e al suo volto rubicondo un pò da curato di campagna, un pò da fattore astuto.
Il museo è diretto dal Prof. Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna). I servizi di pubblico sono gestiti dalla Società Cooperativa Sociale "Zaffiria" e dall'Accademia Panziniana.
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